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BASTA! NON SIAMO IMPRESE! LE ISTITUZIONI CI DEVONO DIFENDERE E’ IL MOMENTO DELLO STATUTO DELL’AVVOCATO

November 10, 2017

In questi giorni, anche a causa della scadenza, è vivo il dibattito sull’obbligo imposto agli Avvocati di dotarsi di una polizza per la responsabilità civile, e di una polizza infortuni a copertura degli eventuali danni subiti dallo stesso Avvocato e dai suoi collaboratori.
Nel sottolineare come l’imposizione di questo ulteriore incombente non sia altro che l’ennesimo tassello volto a stravolgere la fisionomia dell’Avvocato libero professionista, assimilandolo sempre di più a un’imprenditore, ed assoggettandolo a molteplici incombenti che rendono sempre più oneroso sia dal punto di vista economico che dal punto di vista organizzativo, l’esercizio della professione, l’UIF Unione Italiana Forense manifesta la sua profonda contrarietà al modo subdolo con cui attraverso norme inserite in provvedimenti di vario tipo, e in maniera disorganica si stravolge quella libertà che dovrebbe caratterizzare l’esercizio di una professione che non può e non deve subire condizionamenti, per poter svolgere appieno la sua irrinunciabile funzione sociale.
Ed allora, mentre l’onere di stipulare una polizza per la responsabilità civile è posto a tutela del cittadino 
ed a garanzia del patrimonio degli Avvocati, l’imposizione di un ulteriore incomprensibile onere, quale quello di stipulare una polizza infortuni per se stessi e per coloro che a qualunque titolo collaborano nello studio, anche senza vincolo di subordinazione, si rivela l’ennesimo regalo alle compagnie assicurative. 
Non si pretende che l’Avvocatura sia una “sinecura” ma si ritiene che l’esercizio della professione debba essere regolamentato compiutamente, attraverso l’emanazione di uno Statuto dell’Avvocato, vale a dire attraverso un complesso di norme organiche che regolamentino la vita professionale nei suoi molteplici aspetti. 
E fino a quando l’Avvocatura non riuscirà ad ottenere il riconoscimento formale del suo particolare status e, di conseguenza, un suo specifico ordinamento che tenga conto del rango costituzionale della professione, e ne preservi effettivamente, e non solo con dichiarazioni di intenti, libertà, autonomia e indipendenza, dovranno essere le Istituzioni Forensi a farsi carico per tutti dell’assolvimento degli oneri che, via via, vengono imposti.
Anche perché, se la stipula delle polizze assicurative è un obbligo per ogni Avvocato, le Istituzioni Forensi, e in particolare il CNF per la responsabilità civile, e la Cassa Forense per gli infortuni, potranno assicurare tutti gli avvocati e garantire polizze di base collettive, procurando un risparmio in tempo e in danaro per gli Avvocati e, e garantendo per tutti il rispetto delle norme.
Non sono sufficienti le convenzioni, più o meno vantaggiose, pubblicizzate in prossimità della scadenza dei termini previsti dai decreti ministeriali. Anche perché il ritardo con cui le Istituzioni Forensi si sono mosse, ha penalizzato tutti coloro che, per osservare la legge, avevano nel frattempo provveduto alla stipula a condizioni decisamente peggiori rispetto a quelle tardivamente proposte.

Ed allora, considerato che 
• ai sensi della legge professionale forense n. 247/2012 tutti gli Avvocati dovranno dotarsi “autonomamente o anche per il tramite di convenzioni sottoscritte con il CNF, da ordini territoriali, associazioni ed enti previdenziali forensi” di polizza per la responsabilità civile e infortuni 
• con il D.M. 22/9/2016 sono stati fissati i criteri di copertura e si è stabilito che il decreto entrasse in vigore dopo un anno dalla pubblicazione sulla G.U. avvenuta l' 11/10/2016
• con Decreto del Ministero Giustizia 10/10/2017, pubblicato nella G.U. n. 238 dell' 11/10/2017, i termini per l' entrata in vigore dell' obbligatorietà della polizza professionale sono stati prorogati di 30 giorni
• entro l'11 Novembre p.v. tutti gli Avvocati dovranno possedere una polizza professionale per la responsabilità civile e gli infortuni, adeguata a quanto prescritto dal predetto D.M.

l’UIF - Unione Italiana Forense 
RIBADISCE
l’illegittimità dell’obbligo imposto ad ogni Avvocato di stipulare una polizza infortuni, per se stesso e per collaboratori o dipendenti dello studio, che appare un vero e proprio abuso ingiustamente coercitivo della libera determinazione, una palese intromissione nella sfera privata di ciascuno, non giustificata da alcuna esigenza, dal momento che gli Avvocati sono tutelati dalla Cassa di Previdenza e dal Servizio Sanitario Nazionale al pari di tutti i cittadini, e si traduce nell’ennesimo regalo alle compagnie assicuratrici
che in nessun caso l’Avvocato può essere ritenuto responsabile degli infortuni occorsi ai praticanti durante la loro attività
RITIENE
l’intervento del Ministro, del 27.10.2017 (che vorrebbe rendere “facoltativa” la polizza assicurativa contro gli infortuni per i praticanti o per i collaboratori già iscritti all’INAIL), al di là dei toni possibilisti, particolarmente inquietante ed equivoco in entrambe le ipotesi esaminate, poiché lascia intendere che l’Avvocato resta comunque responsabile degli infortuni del proprio praticante nel corso della formazione professionale; anche perché, si rammenta che della formazione dei giovani, e di ciò che comporta, dovrebbe farsi carico esclusivamente lo Stato; e si sottolinea che l’obbligo della polizza infortuni per i collaboratori dell’Avvocato già iscritti all’INAIL, che peraltro era già stato escluso dall’art. 4 del D.M. 22.9.2016, sarebbe un ulteriore incomprensibile balzello, del tutto ingiustificato, a carico degli Avvocati.

Concorda con la delibera adottata sul punto dall’O.C.F. il 13.10.2017 
CHIEDE
al Governo e al Parlamento di abrogare con urgenza l’art. 12 co. 2° della legge n. 247/2012, laddove prevede l’obbligo per gli avvocati di stipulare una polizza infortuni a favore di se stessi e dei loro collaboratori, praticanti e dipendenti
CHIEDE
al Consiglio Nazionale Forense di sottoscrivere una polizza assicurativa collettiva per la responsabilità civile a copertura del rischio per tutti gli Avvocati iscritti agli Albi 
alla Cassa Forense, in attesa che sia abrogato il comma 2 dell’art. 12 della legge 247/2012, di sottoscrivere, in luogo del singolo professionista, una polizza assicurativa collettiva per gli infortuni secondo i parametri indicati dalla legge
INVITA
I Consigli dell’Ordine degli Avvocati a sospendere, in via provvisoria, e fino all’esito dell’iter parlamentare della proposta di legge abrogativa del comma 2 dell’art. 12 della L.P., l’adozione di qualsiasi provvedimento in conseguenza della mancata comunicazione da parte degli iscritti degli estremi della polizza infortuni.

 

 

Il Presidente
Avv. Elisabetta Rampelli

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